Storia

UNFORGETTABLE 

Il Sogno prende forma e diventa “materia” nel dicembre 2017 per volere di Flavia Vallarin, Maurizio Tosi e Christian Mandura.

Il progetto si evolve in questa prima fase con l’apertura di un locale unico, nel quale si svela una proposta gastronomica di alto livello, concepita per differenziarsi in modo intelligente nelle forme, nei gesti ma soprattutto nei contenuti. 

PULIZIA , ARMONIA E SEMPLICITA’

È in questi tre aggettivi che si riconosce la nostra essenza, dalla quale prende vita uno spazio inedito dove potersi esprimere senza limiti.

La formula è chiara: una sola esperienza che prevede il servizio di un menù degustazione dalla durata di un’ora e mezza. Il percorso viene servito su un bancone che accoglie unicamente dieci ospiti.

Il counter è l’unico allestimento presente in cui il piano di lavoro ed il piano degli ospiti sono posti sullo stesso livello in modo tale che i gesti compiuti dai nostri cuochi siano parte dell’esperienza; caratteristica, questa, che ci permette di raggiungere un livello massimale nella pulizia del gesto.

Per l’allestimento e lo studio del design si nota l’intervento dell’architetto Elena Canaparo che ha saputo racchiudere nelle forme e nei materiali la nostra identità. 

La proposta è caratterizzata da una cucina che utilizza grandi materie prime lavorate in maniera naturale, dove ogni creazione è concepita attraverso la sintesi di massimo due elementi.

CHRISTIAN MANDURA

Nel corso del 2017, partendo dal concetto per cui ad ogni forma corrisponde un tempo e un luogo, Christian Mandura inizia a maturare l’idea di un salto di qualità, un’evoluzione della sua cucina che lo spinge alla ricerca di un locale unico nel cuore della sua città natale.

Folgorante è l’incontro con Flavia e Maurizio che, fin da subito, sposano l’idea del progetto. È Maurizio che definisce la cucina di Christian “indimenticabile”, aggettivo che da un’intuizione di Flavia diviene il nome del brand. 

Unforgettable, nel sublime gioco di parole, pone al fondo la parola table, e infatti il tavolo è la prima cosa da dimenticare.